Friday, 5 April 2013

Blessed



Buon compleanno a Ms Jill Scott. Adoro la sua musica.
Molti sono i ricordi legati alle sue canzoni, ma in particolare un brano sopra tutti ha fatto breccia nel mio cuore, Blessed. E' semplicemente meraviglioso e parla alle mie corde piu' importanti.
Tempo fa ho scritto un racconto, ispirata da questo brano. Eccolo

Era successo a Londra, ma era cresciuto a Roma. 
Era passato un intero anno, in silenzio.
Il sole risplendeva ogni giorno. Il cielo era di un blu cosi' intenso che lei doveva guardarlo piu' volte, quasi a cercare di far svanire il grigio dai suoi occhi.

La maternita' era qualcosa di nuovo per lei. Non si aspettava che sarebbe successo.
Qualcuno che lei amava le aveva dato il dono piu' meraviglioso che potesse chiedere, ma si era allontanato subito dopo.

Ogni giorno lo stereo suonava una canzone, una delle piu' belle di Ms Jill Scott.
Lei teneva il cd nello stereo della living room, pronto per essere suonato.
"Questo e' un buon inizio delle mie giornate. Una voce cosi' bella ed un testo cosi' importante", pensava.

Si domandava come sarebbe stato il bambino. Sognava, sperava, pregava.

Occhi spalancati e bellissimi, sono stati il loro primo contatto ed un bacio veloce sulle labbra. 
Lei piangeva di gioia. Il dolore era andato via per poco e poi era ricominciato.

Roma, Roma, tu abbracci questo bambino. Lui sorride, e' dolce e adorabile.
Un miracolo era avvenuto nella sua vita. Lei si sentiva fortunata, benedetta.

Quando le braccia di un uomo abbracciavano il suo bambino lei non poteva far a meno di pensare come sarebbe stato vedere quelle braccia cosi' lontane, abbracciare questo bambino.
Questi erano i suoi pensieri, ogni tanto.
Ci sono ancora tante cose che lei non riesce a capire. Riuscira' mai a capire la verita'?

Che cosa pensa lui in quel paese lontano? Che cosa sente? 
Che cosa lo ha spinto ad un gesto cosi' orribile? E' felice? 
Lei si sente profondamente dispiaciuta.

Ottobre e' iniziato. Il sole ancora splende nei suoi occhi.
Che cosa sperare? Una volta lui disse: "Tutto e' alla tua portata".
Questo potrebbe essere l'inizio, per lei ed il suo bambino, la sua famiglia. A Roma.


"Blessed" by Jill Scott
This is the last take for the night
Understand it's kinda late
And I gotta get home to my son
'Cause he's so special to me
I mean I gotta see him
I need to breathe him
That's my baby, don't call me crazy
I love the studio but I love him more
Let me give you what I got so

I woke up in the morning feeling fresh to death
I'm so blessed, yes yes
I went to sleep stressed, woke up refreshed
I'm so blessed, yeah yes
Water in my face and everything is in its place
Peace of mind even my grace
I'm so blessed, yes yes yes

My grandma almost lived to see ninety two
I'm so blessed, yes yes yes yes
My son was born healthy and beautiful
I'm so blessed, yeah yes
My momma's on my right side
Daddy on my left, my son father doing his absolute
I'm so blessed, blessed, blessed, blessed, yeah yeah yes

And I know what I know
And I know what I know

Yeah yeah struggle don't happen
It's just the way it be
Ain't nothing coming easily in this life
Sometimes you gotta work and you gotta grow and it gotta hurt
I'm sure you know
Take a look around

Woke up this morning listening to this song
It's so blessed, yes yes
Gonna rock this joint all night long
It's so blessed, yes
To be up in here with our hands up in the air
Waving like we just don't care
We're so blessed, yes yeah yeah yeah

Woke up in the morning feeling fresh to death
Went to sleep stressed woke up refreshed
Momma's on my right side, daddy on my left
I'm so blessed, yes yes yes

Wednesday, 13 March 2013

Lasciami tenere la tua mano


Mentre mi mangio schifosamente le ultime briciole di frappe con il cucchiaino e vicino un tea fumante nella mia tazza preferita, le parole dei signori Beatles risuonano nella testa: "I wanna hold your hand, I wanna hold your hand, I wanna hold your hand".

...E il naufragar mi e' dolce in questo mare di ricordi che emergono.
E' incredibile come le cose si ribaltino e ritornino a senso alternato nella vita.

La prima volta era stato lui a voler tenere la mia mano, quella notte che ci siamo fatti quella lunga passeggiata 'romantica' da Goodge Street ad Hackney, dove vivevo (a Londra, intendo).
Tornavamo da una mostra che lui non aveva mancato di stroncare, io comunque ero sorpresa che si fosse scomodato a venire fin li' per una mostra di cui, evidentemente, non gli importava proprio nulla. Ci ho messo un po' a capire che magari veniva proprio per me....lo ammetto, sono sempre stata molto lenta a fare 1+1 in amore (e si vedono i risultati infatti).
Era bello avere un bel cavaliere (ai tempi d'oggi si direbbe ciclista) al proprio fianco, armato di bicicletta e di una stazza non indifferente, c'era quasi da sentirsi protetta.

Ricordi e sensazioni riaffiorano....e si confondono tra il vapore del mio tea bollente.
Eccolo lui che, d'improvviso, prende la mia mano e la stringe lungo il cammino, ma io completamente impreparata all'evento, la tolgo d'istinto.
Oggi capisco che avevo una corazza spessa 4 metri e che non volevo nessuno oltrepassare quel confine.
Lui riprende la mia mano ed io la tolgo ancora, quasi imbarazzata. Mi sembrava un uomo troppo lontano da me per potergli permettere una tale vicinanza. Proprio non ce l'ho fatta.
Certo oggi con il senno di poi l'avrei stretta quella mano e l'avrei anche incatenata a me. Ma poi la vita mi ha dimostrato che avrei dovuto piuttosto tagliargliela.....

Dopo quella sera comunque, lui non demorde e decide di non lasciarmi andare anche quando io decido di lasciare Londra.
Il destino e' davvero beffardo: dopo praticamente sette anni a Londra da sola (a parte quella parentesi con quell'altro fuori di testa), incontro un uomo! E nel momento in cui sto decidendo di andarmene. Ma che e' una presa per il culo?
Durante questi sette anni il mio rapporto con la citta' e' stato di amore ed odio continuo. Molte volte ho pensato di andarmene, ma poi qualcosa mi aveva sempre convinto a restare.
Stavolta, sicura ed irremovibile sulla mia scelta, l'amore decide di entrare di nuovo nella mia vita.
E si', pensavo, deve essere proprio una presa per il culo, ma io non mi faro' deviare!!!
In fondo ero satura ed il pensiero di restare anche un giorno in piu' mi faceva rigirare lo stomaco. Dovevo lasciare quel grigiore continuo nel cielo e nell'anima ad ogni costo. Volevo ritrovare il sole e la luce meravigliosa della sera, quando il cielo si riveste di sfumature di azzurro e rosa.

La distanza non ci separa, anzi ci unisce. O meglio, ci porta a cercarci, parlarci, conoscerci. Diventiamo un punto di riferimento l'una per l'altro. O almeno credo. Forse avrei dovuto accorgermi che l'unico suo punto di riferimento era e rimane se stesso.
Mentre il mio muro si sgretolava ed il mio cuore si apriva sempre piu', lui pensa bene di costruire le mura di Jericho. Io, moderna Claudette Colbert di "Accadde una notte", mi convinco di riuscire prima o poi a far cadere quel muro con la mia innata dolcezza (anche se qui qualcuno avrebbe da obiettare).

Quando finalmente, mesi e mesi dopo, il mio uomo dalla bella stazza viene a trovarmi, facciamo lunghe passeggiate in centro ed io in maniera molto spontanea, mentre gli cammino al fianco, afferro la sua mano, che ripetutamente viene respinta. Lui infine mi dice con candore che ricerco la self-delusion, io cerco di spiegargli che e' un gesto che mi viene dal cuore e che faccio naturalmente per la voglia di stare accanto a lui. Dopo ripetute self-delusioni, arrivati quasi alla macchina, afferra finalmente la mia mano per pochi secondi (sia mai che si lasciasse andare un qualche secondo in piu') e mi stringe a se'. Il suo braccio attorno alla vita e quella stretta mi provocano un nodo alla pancia ed un esplodere di emozioni interne. Vaglielo a spiegare, ma forse lo capisce e se ne frega comunque.

Intanto mi sono bevuta l'ultimo goccio di tea ed i Beatles hanno ripetuto abbastanza volte "I wanna hold your hand"!!! Mi dispiace tanto di non essere riuscita ad abbattere queste mura di Jericho.
Ma probabilmente non sta a me cercare di varcare dei confini che lui non vede piu' perche' sono diventati parte della sua personalita' ed uno stato caldo e confortevole.


Oh yeah, I'll tell you something
I think you'll understand
When I say that something
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand

Oh, please, say to me
You'll let me be your man
and please, say to me

You'll let me hold your hand
Now let me hold your hand
I wanna hold your hand

And when I touch you i feel happy, inside
It's such a feeling
That my love
I can't hide
I can't hide
I can't hide

Yeah you, got that something
I think you'll understand
When I say that something
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand

And when I touch you I feel happy, inside
It's such a feeling
That my love
I can't hide
I can't hide
I can't hide

Yeah you, got that something
I think you'll understand
When I say that something
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand
I wanna hold your hand
I wanna hold your ha-a-a-a-a-a-and


Saturday, 9 February 2013

Il fidanzamento

E arrivato....il sogno tanto temuto, mi ha visitato la scorsa notte.... il fatidico incontro con lui e con la sua nuova 'fidanzata' sudafricana. Odio!
Sogno temuto data la mia rinomata 'sensibilita'' o meglio 'sensitivita'' sull'argomento. Non so come quando e perche', ma ho sviluppato un'istintiva abilita' a 'sentire' i miei ex (se cosi' poi si possono chiamare) a distanza. Possono pure mettere mari, monti e continenti vari fra di noi (e deve dire io pure mi impegno in questo senso), ma non c'e' modo di sfuggire a questi miei momenti di visioni notturne (a volte anche diurne, ma che non si racconti in giro!).
Insomma senza entrare nei dettagli del sogno, mentre il soggetto in questione se la fa sotto alla mia vista - perche', diciamocelo, mi eviterebbe volentieri come si fa con la lebbra - io lo guardo intensamente negli occhi per cercare un pur minimo barlume, non dico di contentezza di vedermi, ma almeno di dolcezza, che so, umanita'...ma e' chiedere troppo? Pensieri vani, anche in sogno.
Mi trovavo a Londra, a casa sua, che era finalmente quasi decente (era riuscito ad impegnarsi un po' di piu' nell'arredarla) e mentre lui sistemava la spesa in cucina (ma siamo sicuri che ho sognato proprio lui???) arrivava la temuta new entry, la panterona sudafricana. Una tipa piu' vecchia di me (evvai), probabilmente del suo giro di intellettualoidi tanto impegnati. Lei, certo inconsapevole di dove sia capitata, in quale baratro senza fine di egoismi ed egocentrismi, di poche parole e parole al vento, di intransigenze militaresche e dita puntate "sei tu che stai sbagliando, io sono perfetto!".
Ma in fondo pensavo, certamente ben assortiti a guardarli insieme. Ero io che proprio non c'entravo nulla, ero io troppo Pollyanna per lui, ero io quella che se fosse venuto a vivere con me l'avrei fatto diventare pazzo (anche se mi sono scordata di dirgli che secondo me pazzo lo e' gia' di suo, magari invece gli avrei fatto fin troppo bene!).
Comunque forse anche io dovrei fare un esame di coscienza, fra lui che mi diceva che vivere insieme lo avrebbe fatto impazzire e quello precedente che mi chiamava 'pain in the ass'...forse un qualche dubbietto me lo dovrai far venire.
Tornando al sogno, io muoio dalla voglia di parlare con la panterona invecchiata per dirle cosa e' stato capace di fare il suo bell'intellettuale. Lui ovviamente vuole nascondere, vuole dimenticare, vuole fare finta che nulla sia successo. Lui, lontano da ogni ben che minima responsabilita', io sola con la mia scelta.
Abbiamo preso le nostre decisioni, ognuno libero per la propria strada. Il bello e' che io adoro la mia strada anche senza di lui, tosta, ma bellissima.
Penso che forse non e' il caso di raccontare alla panterona quello che c'e' stato se lui non lo ha fatto, perche' sconvolgere una vita nell'oblio? Perche' non lasciare a lei di scoprire le mille sfaccettature di quest'uomo? E a lui il peso delle sue scelte?
Cosi' alla fine non parlo ed il sogno a poco a poco svanisce dai miei ricordi.
Quando ne parlo con D., la mia amica, mi fomento perche' "vedi, il problema non e' tanto sapere che ha una nuova fidanzata, perche' se l'ho sognato e' sicuro che ne ha una, ma piuttosto che io sono ancora single. Quello che fa lui e le sue nuove donne non sono un mio problema, ma che io ancora non abbia incontrato un altro uomo, quello si' che mi fa rodere non sai quanto. Io mi MERITO un ALTRO UOMO!!!" E vado avanti con le mie esternazioni sulle ingiustizie tempistiche degli ex che si rifanno una vita, mentre tu stai ancora li' a raccogliere i cocci.